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ORIGINI
Prendeva il nome di S.
Giorgio Delle Campore,
più spesso, però, la troviamo citata come S. Giorgio
De pratis, dalle vaste praterie che la circondavano sino
in riva al mare. La Chiesa è situata presso il
cimitero di Campochiesa ed identifica un antichissimo
nucleo di vita religiosa, sorto lungo l’anticaVia
Romana, Via Julia Augusta (13 a. C.), nella
località romano-medievale di Campora. Già nel secolo
XII la parte nord orientale della piana di Albenga
era cosparsa di numerosi piccoli villaggi agricoli:
Campora, Campesio, Valirano, Beverello, Borbena, Cignolo,
Paerno, Capriolo, Morteo, Rollo. Questi villaggi
facevano tutti capo, per la loro vita religiosa, alla
Chiesa di San Giorgio. Essa fu quasi certamente
fondata dai Benedettini che vi si stabilirono e vi
officiavano le funzioni religiose. Dipendeva, come tutte
le altre chiese benedettine dell’Albenganese,
dall’Abbazia dell’Isola Gallinara. Il primo priore
di S. Giorgio, come riportano i documenti, fu Nicolò
Moreno del 1204; l’ultimo fu Bernardo Bruno del
1616. La Chiesa ebbe florida vita fino a tutto il secolo
XVI; successivamente la parrocchia fu trasferita nella
frazione di Campochiesa limitandosi ad essere Commenda
per il nuovo parroco e, quando furono resi
obbligatori i cimiteri, divenne la Cappella
di quello di Campochiesa, che sorse intorno ad essa.
RIMANEGGIAMENTI
La Chiesa è rivolta verso nord- est e non ha
l’esatto orientamento
liturgico. La costruzione iniziò in epoca
romanica ed ebbe in seguito solo restauri ed
ampliamenti gotici. Nella facciata si possono facilmente
distinguere le sovrapposizioni stilistiche. La primitiva
chiesa romanica sorgeva ad un livello di
circa 50 cm. più in basso dell’attuale ed era
costruita con pietre squadrate provenienti dalle cave di
Peagna, ora in disuso, e di Cisano. La parte superiore
è costruita con laterizi di grosso spessore e di bella
tinta rossastra, ottenuta mediante la terra rossa e
argillosa del vicino Rio Carenda. Sulla facciata
s’individuano tre finestre sagomate a croce, un motivo
decorativo non molto frequente in Liguria, ma già
usato, sin dal VIII secolo, dai costruttori
lombardi; questo era l’unico ornamento della facciata.
Su di essa si apre una sola porta ed è stata conservata
nel suo aspetto originario. Successivamente, nel XIV
secolo, secondo lo stile gotico, sono
stati innalzati i muri perimetrali e i tetti; nella
facciata è stata costruita una “trifora” sovrastata
da un arco a sesto acuto in mattoni. Nel fianco verso
sud-est e nei muri terminali delle absidi, sono state
ricavate finestrelle a sesto circolare. Fu costruito
anche il campanile, con pietre squadrate, sulle basi di
quello romanico, che rimase inserito nella navata di
destra. Al fondo di questa navata, in seguito, fu
aggiunta la sacrestia. Furono chiuse alcune
“monofore” nelle absidi, per preparare più ampie
superfici da affrescare dietro l’altare (140
AFFRESCHI La Chiesa ha ancora oggi l’aspetto
che aveva nei secoli XIII e XIV. Al suo interno sono conservati importanti affreschi della
pittura medievale ligure, di valore
storico-artistico, con i quali la
Chiesa fu decorata in epoche diverse; i più antichi risalgono all’inizio
del 1200.
L’affresco più interessante è quello collocato nella navata
centrale, che fu eseguito nel 1446. Di grandi dimensioni, esso
rappresenta scene del Giudizio Universale (o Finale); più in basso, verso
destra, è rappresentato anche l’Inferno, visitato da
Dante e Virgilio.
Sulle pareti
laterali sono raffigurati i Dodici Apostoli (sei per
lato); nelle parti in alto è rappresentata la Natività di Cristo, sul lato sinistro, e Gesù Cristo,
racchiuso in un’enorme mandorla, sul lato destro. Sulla volta sono raffigurati
gli Evangelisti, con i loro simboli. Nella navata sinistra si
conservano più affreschi del Duecento, ma sono molto rovinati. Nella testata
(della navata) un affresco del Cinquecento (sovrapposto ad altri due)
rappresenta la Madonna col Bambino affiancata da altri due santi ( S.
Stefano e forse S. Arcadio). In alto vi è rappresentata l’Assunzione in
cielo di Maria, attorniata da angioletti e Apostoli. Lungo la parete della
stessanavata è situato un affresco che
rappresenta San Sebastiano con San Fabiano e San Rocco ( anno 1476).All’entrata, sulla parete a sinistra, un affresco molto
schiarito, rappresenta San
Cristoforo con Gesù Bambino, che tiene in mano il mondo. Questo santo,
come consuetudine, era raffigurato vicino alla porta delle Chiese, perché era
considerato il Protettore delle vie e dei viandanti.
Nella
sacrestia si trova rappresentata la Crocifissione; vi è raffigurato Gesù
crocifisso dalle cui mani sprizza sangue: quest’affresco è attribuito al
Canavesio. 
Nella navata destra, ad un dipinto
duecentesco, fu sovrapposto nel XIV secolo un ciclo di affreschi (polittico)
che rappresenta momenti della vita di S. Leodegario,
un vescovo benedettino francese, che fu martirizzato nel 678. Quest’affresco
dimostra i legami dellaChiesa di S. Giorgio con le Comunità benedettine della
Provenza e della Gallinara.
La testata della navata è diventata
la cappella funeraria della famiglia del Dottor Luigi Della Valle, che ha
finanziato il restauro di questi
affreschi. Una lapide, situata sotto l’affresco,
ricorda quest’evento:
“ QUESTA CHIESA DEL SECOLO XIII – XV ORNATA CON
LE PITTURE DELLA PASSIONE DEL BEATO VESCOVO LEODEGARIO MARTIRE DELLA PROVINCIA
DI ATREBATE. I CONIUGI LUIGI DELLA VALLE E MARIA TERESA ANFOSSI, FECERO
RESTAURARE DOPO AVER TOLTO LA PATINA DI ANTICHITA’." (Anno 1935)

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